29 juin 2009
modulo formazione alla mondialita'
“Il mondo sulla curva del lago...” È questo il titolo suggestivo dell’opuscolo che Cittànostra - periodico diocesano milanese - ha pubblicato subito dopo. Un diario preciso, attento e scorrevole di un’equipe di giovani giornalisti, curato dal Direttore Massimo Pavanello, in seguito a una visita per vari giorni a Ginevra.
L'iniziativa rispondeva a un originale annuncio su Famiglia Cristiana ed era rivolto a tutti i gruppi giovanili delle parrocchie italiane, per visitare una città ai confini tra Francia e Svizzera - un vero porto di mare per la nostra emigrazione italiana - distesa sull'estremo lato sud del Lago Lemano: la splendida Ginevra.
vivere ai confini...
vivere
ai confini
La signora
Wanda. Lei desidera essere chiamata così. Semplicemente. Come semplice é lei
stessa: sguardo azzurro, sereno, volto dolcemente segnato dall’etá,
capigliatura innevata come la sua terra d’inverno, il Carso. Abita in una
casetta tranquilla di un popolare sobborgo di Londra, sola. Ma la solitudine “è
una tempesta silenziosa che spezza tutti i nostri rami morti”, sembra ricordare
K. Gibran. Quattro passi più avanti, una placca ricorda l’infanzia di Charlie
Chaplin. Un somiglianza tra voi due? le chiedo subito. La discrezione, forse,
mi risponde e lo stesso amore per questo quartiere. Sa, quando veniva a trovare
i suoi amici di infanzia lasciava lontano la sua Rolls Royce e arrivava a
piedi... Poco traffico, casette basse tutte uguali,
giardinetti verdi, deliziosi: ogni cosa respira la semplicità. Segreto dei
grandi destini… “Non potremo comprenderci finché non ridurremo la lingua a
sette parole” suggeriva il poeta libanese.
14 juin 2009
corpus domini
corpus domini di emigranti
Corpus Domini. Tre differenti
comunità di migranti sono riunite per celebrare l’eucarestia insieme, a Brixton Road. Miniatura del popolo di
Dio alla fine dei tempi. Segno escatologico del domani di Dio: un’umanità
finalmente riconciliata.
Curiosa la
dinamica che sembra intrecciarsi tra di loro: si guarda, si osserva... cerca,
ogni comunità, di dare il meglio della propria cultura. Vivono, in questo modo,
una fraterna e stimolante comunione. Appena terminato un Senhor, tende piedade! triste e dolcissimo dei portoghesi, attacca
luminoso, quasi danzante, Papuri Sa
Diyos! in tagalog della comunità filippina, portato dal ritmo di un altro
mare, il Pacifico. Mentre segretamente gli italiani si preparano a lanciare un Alleluia vivo e brillante, come sa fare
il loro genio musicale. E siamo tutti in mare: sì, siamo sulla stessa barca, la
terra inglese.
07 juin 2009
solennita' delle trinita'
Solennità della Trinità. Ai bordi del deserto, un antico monastero.
Un monaco, seduto davanti alla porta, là da tempo, sembrava aspettare qualcuno.
Mi vide, ma non si mosse. Dopo le prime parole e il primo silenzio, continuò: «
Se cerchi la perfezione, come molti fanno, sarà inutile il tuo
cammino.
La
perfezione conosce Dio, ma solo di passaggio. Parte da te e, passando
attraverso di lui, termina ancora in te stesso. Continuamente ti guarderai allo
specchio per vedere se l’hai raggiunta o se, per caso, essa ti ha abbandonato
per qualche istante. La perfezione ti farà schiavo di te stesso, mettendoti al
centro di tutto. Essa non accetta il tuo limite, ma vive del mondo che
sogna e coniugando il condizionale, il tempo della non realtà, ti farà
sospirare continuamente: “Io vorrei, io
dovrei…” Così, ti farà appoggiare la tua vita sul vuoto. All’inizio e alla
fine del tuo cammino non ci sarai che tu, l’essere umano che sei e non il Dio,
che cerchi.
31 mai 2009
pentecoste africana
pentecoste africana
La processione di entrata nella
cattedrale di Nampula (Mozambico) è
una lenta e solenne immersione in un’enorme folla nera. Questa riempie tutta la
vasta e bianchissima cattedrale di stile coloniale. Volti neri, allineati,
fittissimi, con gente in piedi alle tre porte di entrata. Cantano tutti in
portoghese, ma il loro volto è di un bel colore ebano-scuro, africano. Con in
più i tamburi che colorano ancor meglio l’atmosfera di qui...
26 mai 2009
santi e migranti
qui emigrano anche i santi
Una giornata splendida, un sole caldo e bello proprio come da noi: era già il primo miracolo! La gente del Sud che vive da 40 o 50 anni a Bedford (GB), con un tempo inglese freddo e piovigginoso ancora a fine maggio, lo scommetteva a occhi chiusi. Un miracolo.
È la domenica in cui si celebra la festa dei santi patroni: sono una dozzina a scendere in piazza dalla chiesa della Missione cattolica italiana. Percorrono le vivaci streets nelle ore del pomeriggio in una maestosa e lunghissima processione. Ed è una marea di italiani che si riversa per le strade di questa tranquillissima città del Bedfordshire, mentre un fuoco di bombardamento copre le spalle. Don’t worry, sono i fuochi d’artificio all’ora della siesta, che ricreano il clima delle feste patronali e sconvolgono i ritmi della vita normale. Prendono di sorpresa solo gli inglesi. Per i nostri, invece, è una bella rivincita morale...
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16 mai 2009
meditazione sul corpo
Meditazione sul corpo
Situato in un luogo sorprendente, un modernissimo padiglione sulle rive del Tamigi si innalza come un’immensa tenda bianca. Sotto, una mostra originale a Londra. È il racconto straordinario, emozionante della nostra tenda e della sua provvisorietà: il corpo dell’uomo. Body Worlds, the mirror of time, il titolo. Guardo la gente uscire dall’esposizione: la accompagna un’aria assorta, uno sguardo come sospeso. Un sapore amaro ti resta in bocca, è vero, che si stempera subito... ti senti vivo, almeno. Respiri e non ti sembra vero: questo semplice gesto ti pare ora una meraviglia!
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07 mai 2009
strangers into citizens
Mai avrei immaginato di passare un giorno sotto il Big Ben, davanti al Parlamento inglese, come un manifestante in corteo, con un cartello in pugno. Abituati come si è a guardarlo con l’occhio del turista o quello distratto di un abitante di Londra. Ed è successo qualche giorno fa, il 4 maggio: è stato straordinario. Eravamo in migliaia.
Migliaia erano i cartelli arancione con scritto Strangers into citizens. Da clandestini a cittadini. Un fiume lunghissimo, un’arteria viva che percorreva il centro città mentre policeman dappertutto cercavano cortesemente di arginare questa colata lavica arancione, che dalla cattedrale scendeva al Parlamento. Immagine efficace per dire quanto il lavoro di questi stranieri è un’arteria invisibile, che irrora le vene di tutta una società. Ed era per chiedere di regolarizzare 500 mila lavoratori migranti da tempo in Gran Bretagna non ancora regolari.
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http://perfettaletizia.blogspot.com/2009/05/strangers-into-citizens.html 
26 avril 2009
visita dello Spirito santo
vite migranti da benedire...
La messa è finita. La
folta comunità della chiesa di Brixton Road, al canto finale, si separa in due
e lascia passare il nostro piccolo plotone: uomini e bambine in costumi tradizionali
rosso fuoco, bandiere dello stesso colore, orchestrina e... il missionario
benedicente. Per noi tutto comincia adesso. E sarà una battaglia campale fino a
notte: si parte per la “visita dello Spirito Santo” alle famiglie.
Così, ogni domenica da Pasqua a Pentecoste per la nostra
assemblea eucaristica di migranti si ripete questo gesto di invio in missione.
Questa, però, non è altro se non l’immensa città di tutte le razze: Londra dei
nostri giorni. Inedito impegno paolino e, al pari di quello, stressante e
confortante!
Sorpresa, meraviglia e curiosità ci attendono presso tutti i vicini di casa.
Forse, anche un po’ di quello che non manca mai nel nostro sguardo: una punta
di invidia. Gli inglesi si domandano, infatti, il perchè di questo arrivo musicale,
inaspettato e quasi danzante: meravigliosa invasione mai vista...
continua in: http://perfettaletizia.blogspot.com/2009/04/vite-migranti-da-benedire.html
http://perfettaletizia.blogspot.com/2009/04/vite-migranti-da-benedire.html
20 avril 2009
conversione dello sguardo
da un
altro punto di vista...
Spesso, vivendo all’estero tra emigranti, mi viene in
mente un vecchio professore di filosofia. Ci ricordava a volte un esperimento scientifico
dal vago sapore di parabola... Un bambino è messo a capo di un tavolo, sul
quale si trova un bell’orsacchiotto, mentre, all’altro lato, una persona tiene
davanti a sè sullo stesso tavolo una mela. Questa è evidentemente nascosta da
uno schermo alla sguardo del bambino. Alla domanda che cosa vedi? il bambino dirà un orsetto. E che cosa vede l’altro,
secondo lui? lo stesso, risponderà sicuro. Cambiando posto, seduto, allora,
davanti alla mela il bambino darà come risposta di vedere naturalmente una
mela. E l’altro? Dovrebbe vedere anche lui... una mela! Sembra, infatti, che attorno all’età di due anni un bambino
creda che gli altri vedano come lui, cioè proprio quello che vede lui.
E al nostro professore concludere: “Certi adulti sono rimasti a questo stadio. Credono (e a volte, esigono!) che altri vedano come loro, quello che essi vedono, dal loro medesimo punto di vista!” Imparare, infatti, che l’altro ha un angolo di veduta differente dal nostro e che ciò merita rispetto è un bel segno di maturità raggiunta...
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